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progetti | interior >> 2009 residenze a Potenza
 
 
L'idea di progetto si sviluppa nelle aree del quartiere di  S. Croce a Potenza tentando una riconnessione che miri a riqualificare quel tessuto urbano che nel corso degli anni ha visto un degrado costante e imperterrito. Il nostro intento è quello di dare una continuità all'interno delle zone della città considerate, trovando quel filo di collegamento essenziale per un progetto organico di intervento qualificante. Il punto d'origine parte dalla volontà di dare ai luoghi dell'intervento una ragion d'essere. Le strade diventano “ Vie dell'Arte”; le gradinate “Vie della Luce “; le piazze “Luoghi d'Incontro “, le aree verdi “gli spazi naturali”. 
 
Tutto ciò, con la volontà di connettere le differenti tipologie, tra di loro e con il resto della città.
L'importanza  di queste aree, consiste in  punti di unione di una maglia urbana  fatta di vuoti e pieni, ma soprattutto, fatta di gente con una propria personalità e proprie esigenze.
Ed è proprio nel carattere dei luoghi che noi cerchiamo di evidenziare l'individualità, intendendo l'essenza, la propensione  insita nel luogo, ovvero la forza mediante la quale il sito esprime le proprie potenzialità, nonché l'istantaneità come dimensione temporale del luogo, cultura dell'attimo che si evolve.  Questi caratteri intesi come genius loci della città insieme alla problematica della parte urbana, generano la spinta propulsiva dell'intervento che vede nella frammentarietà gli elementi di collegamento tra le parti.
Una domanda ci sorge spontanea: “Come può la città essere caratterizzata dalla frammentarietà ?”
Se consideriamo l'individuo come elemento attivo e non passivo del progetto e come elemento costituito da più parti ( organi ), si evidenzia l'analogia con il fenomeno 'Città “. Come la città si evolve per parti e vive nelle sue parti, così l'individuo vive nell'insieme delle sue parti. Come l'individuo è composto da una serie di organi, primari e secondari , ed il cuore è elemento primario dell'essere umano, così va ricercato nella città il cuore, elemento di vita dell'organismo umano. Quindi è proprio nel frammento urbano che noi dobbiamo ricercare il cuore, elemento stesso di vita  del frammento e contemporaneamente elemento di vita della città. Dare forza ad una parte vuol dire dar forza all'insieme, e nel nostro caso, il quartiere rappresenta un frammento urbano che, rivitalizzato, dia linfa all'intero organismo della città. Osservando i fenomeni endogeni, i fenomeni morfologici, le manifestazioni Spontanee, espressione di esigenze intrinseche nel luogo e nella gente, ci inducono a delle scelte adatte, specifiche di quel luogo, di quell'area. Ed è proprio tramite questa analisi che l'intervento progettuale mira a sviluppare le peculiarità che si sono nel tempo sedimentate .Oltre al soddisfacimento del bisogno intrinseco nelle nostra aree è nostra volontà dare spazio ai desideri di miglioramento, poiché una società senza desideri e come un mare senza acqua. Quindi bisogno e desiderio come unione per un nuovo livello di consapevolezza qualitativa che porti l'architettura  ad essere uno degli elementi educativi e identificativi dello spostamento dei limiti sociali. Una bella via porta l'individuo ad essere più rispettoso verso ciò che lo circonda poiché il caos non è lla regola ma l'eccezione. Ed è proprio in questi parametri che noi confidiamo nella realizzazione del nostro progetto, non solo di noi progettisti, ma soprattutto dei cittadini.. Non più aree deputate a dormitori, ma luoghi di lavoro ricondotti al giusto equilibrio dell'alternanza. Tutto ciò grazie anche alla scelta di materiali che rafforzano l'idea progettuale, legno che si rifà al nostro essere città di montagna, pietra così rassicurante da perdersi nella notte dei tempi; rame che con i suoi riflessi riscalda i cuori; alluminio essenziale da rassicurarci; resine miste a sabbia  o a polveri di pietre, nuove e adattabili alla modernità con richiami dell'antico; vetri per dare luce e trasmettere informazioni e poi il verde in tutte le sue forme per dare ossigeno alla nostra vita. Questi sono i nostri materiali uniti ora tradizionalmente e ora con sistemi innovativi e per ultimo ma non ultimo, la luce fatta di lampade di led, di fibre ottiche, di PMMA, di tubi luminosi, sapientemente adoperata per dare risalto ai nostri luoghi. Luce non solo come illuminazione ma come complemento e completamento del disegno Urbano-Architettonico.
 
ELEMENTI DI SOSTENIBILITA'
 
Un progetto di architettura può essere considerato sostenibile per aspetti diversi; esiste una sostenibilità in termini tecnici che si occupa dei materiali utilizzati, del risparmio energetico, delle emissioni inquinanti ecc ma esiste anche una sostenibilità sociale a cui non si può far fronte con soluzioni tecnologiche di dettaglio ma esclusivamente con una progettazione consapevole e orientata verso la qualità della vita.
Questo secondo aspetto ha guidato le prime fasi della progettazione, è stato la linea guida delle prime scelte a cominciare da quella per l'orientamento degli edifici.
In base ad una analisi in termini energetici, condotta sul lotto, avremmo potuto scegliere di disporre gli edifici parallelamente a via Nitti ed al ponte Baracca garantendo un ampio fronte affacciato a sud. Questa soluzione però non garantiva, con il suo pedissequo accomodamento alla situazione al contorno, un guadagno in termini qualitativi. Il nostro obbiettivo era quello di realizzare un progetto che fosse in grado di offrire uno standard di vita diverso ai residenti, più alto, e che non si limitasse a questa piccola fetta di utenza ma coinvolgesse l'intero quartiere divenendo un attrattore  sociale. Ragionando in questi termini la soluzione più appropriata ci è sembrata quella che garantisse la maggiore apertura possibile, quella che rivalutasse anche una incombenza come il ponte, barriera per eccellenza, fino a farla diventare, di contro, un punto di contatto tra il sopra ed il sotto.Assodato ciò la disposizione, secondo noi più ovvia, degli edifici è stata completamente ribaltata portandoli addirittura, ortogonalmente alle due principali arterie di traffico.
Questa soluzione presenta diversi vantaggi: da primo evita che la mole dei costruendi edifici incomba sulla stecca di via Nitti, in secondo luogo consente una apertura visiva, d'aria e di luce tra la zona a monte e quella a valle del ponte, in termini bioclimatici consente di avere un piccolissimo fronte esposto a nord mentre tutti gli appartamenti beneficiano di triplici affacci di cui due, i più ampi, sulla piazza e sul verde orientati sull'asse est-ovest ( ideale per le divisioni interne tra zona notte e zona giorno). Il ponte dunque diviene il fondale della nuova scena teatrale-urbana che si va concretizzando; immaginiamo che piloni ed impalcato si trasformino in una quinta scenica immersa nel verde e che possa essere la cornice di eventi di spettacolo e di intrattenimento cui assistere dall'accogliente piazza nata tra i due edifici.
È questo un esempio di riqualificazione urbana che non mira esclusivamente alla parte materiale ma vuole coinvolgere i comportamenti; il sotto-ponte, da ricettacolo di sterpaglie, graffiti, ed immondizia diviene  elemento qualificante e riconoscibile dove il cittadino può intrattenere rapporti sociali o semplicemente approfittare delle attrezzature predisposte per l'area verde.
Dicevamo di come questo complesso può mirare ad essere un punto di riferimento e di ritrovo per il quartiere, in questo senso la grande piazza ( di circa 1400 mq: una delle più grandi di cui la città si doterebbe) ha un ruolo chiave nella riuscita del progetto. Questo grande spazio, sapientemente dotato di arredi urbani, di alberi caduchi che trasformano la percezione dell'ambiente circostante con il passare delle stagioni, di luci opportunamente disposte per emozionare il frequentatore anche nelle ore serali, di giochi d'acqua che regolino l'umidità dell'aria nelle torride giornate estive, di accessi diretti al verde, al centro commerciale sottostante e ai parcheggi, vive di vita propria regalando occasionalmente concerti, spettacoli ,eventi….
L'intento di creare coesione sociale non si limita alla piazza ma entra anche negli edifici. Guardandoci intorno noteremo che tutti i palazzi della città hanno in comune la soluzione adottata nei collegamenti verticali: scale, ascensore, pianerottoli. Gli spazi comuni, così come indicati anche dalla legislazione, nella realtà non sono tali poiché non invitano ai rapporti di relazione….molto spesso i condomini non si conoscono neppure.  Si utilizzano questi spazi per l'unica funzione che sono in grado di offrire: accedere agli appartamenti; ma immaginiamo che  possano diventare altro, che si dilatino per accogliere comportamenti nuovi, di socializzazione.
Animati da questo intento abbiamo pensato ai “nuclei scala” in modo nuovo; non più luoghi di nessuno dove poter trovale al massimo un vaso di fiori od uno stendino ma luoghi di tutti. Le superfici preposte a questo scopo aumentano, i pianerottoli diventano salotti, palestre, giardini…dove i condomini possono fermarsi a leggere un buon libro, fare sport  in compagnia o scambiare quattro chiacchiere tra vicini.
Il fatto che questi divengono spazi di relazione viene denunciato anche all'esterno attraverso le ampie superfici vetrate che di giorno espongono le attrattive proposte e di sera si animano di trasparenze luminose dai ricchi contenuti scenografici.
La notte appunto, nei quartieri in cui siamo abituati a vivere nelle ore serali tutto si spegne e tace, quasi un'atmosfera inquietante dove controvoglia ci si passa con passo svelto.
Ma se questo complesso vivesse in quelle ore? Fosse luogo di ritrovo o semplicemente punto di riferimento in una città assolutamente anonima? Abbiamo pensato agli edifici come a due fari. Alla sommità ad alla base di ciascuno vi sono grandi trasparenze, vuoti,  che sembrano farli fluttuare ma che di sera si riempiono di luce. Le grandi superfici vetrate orientate a est e ovest consentono un guadagno di luce naturale notevole, tutti gli ambienti degli appartamenti hanno illuminazione naturale diretta il che consente di limitare i consumi energetici. Il risparmio di energia, trattandosi di una città montana,  si attua attraverso la scelta dei materiali con elevata inerzia termica, come il legno ed i vetri camera, e con soluzioni tecniche di bioedilizia quali l'utilizzo di un sistema di riscaldamento geotermico. Si prevede infatti l'utilizzo di “canne” di riscaldamento-raffreddamento disposte in intercapedini che attraversano in altezza tutti i piani degli edifici.
Ad ogni piano saranno aperte delle bocchette per l'immissione negli ambienti dell'aria trattata dalla pompa di calore posta ai piani interrati.
L'energia geotermica in edilizia è una tecnologia abbastanza nuova in Italia ma già fortemente utilizzata nei paesi occidentali perciò, trattandosi di una fonte rinnovabile non inquinante, è bene fare un piccolo approfondimento sul suo funzionamento.






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