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il sito
L’edificio oggetto dell’intervento è situato in un’area ad urbanizzazione consolidata situata immediatamente a sud
del centro storico di Matera. La viabilità principale di accesso è Via Lanera a sud e Via Castello a nord.
Dal punto di vista ambientale va rilevato che il sito in esame si colloca all’interno di un’area più ampia sottoposta
a vincolo paesaggistico essenzialmente in virtù della presenza del Castello Tramontano a poche centinaia di metri
e di una folta vegetazione rappresentata da una fitta pineta di origine antropica circondante la struttura in oggetto.
Altro fattore di rilievo è rappresentata dalla falda idrica presente nelle prime decine di metri di sottosuolo e quindi
potenzialmente suscettibile di inquinamento in conseguenza di eventuali attività non controllate inerenti il
trattamento di fluidi svolte in superficie.

l'edificio
L’edificio, inaugurato nel 1961 alla presenza del presidente del consiglio Amintore Fanfani, fu realizzato

su progetto commissionato nel 1947 all’arch. Ettore Stella. Denominato "Ospedali riuniti della provincia
di Matera", aveva una capienza di circa 300 posti letto. Alla fine degli anni ’90, le attività sanitarie si sono trasferite
nel nuovo ospedale, ed il vecchio edificio non è più in uso. L’edificio ha impianto fortemente simmetrico, piuttosto
articolato, con la tipica impostazione ad ala di gabbiano degli ospedali dell’epoca. La pianta è fortemente segnata
dai setti di muratura portante in tufo, di forte spessore, che suddivide lo spazio in grandi campi rettangolari.
L’impostazione originale è quella dei corpi a forte spessore (12-15 metri) con corridoio centrale che distribuisce
gli ambienti disposti sui due lati.
L’accesso principale, fortemente enfatizzato, avviene tramite una scalinata centrale e da due rampe carrabili
(per le ambulanze) disposte a forbice, che conducono direttamente al primo piano (quota +6,00).
L’impianto si mantiene pressoché invariato al piano terra (quota 0,00), al primo piano (quota 6,00) ed al secondo
(quota 10,35). Al di sopra di questa quota si innalza soltanto un corpo in linea che si sviluppa al
terzo livello (quota +14,70), il quarto (quota +19,05) ed al quinto (quota +23,40). Nell’intero edificio, le comunicazioni
verticali sono affidate a quattro corpi scala situati agli snodi della pianta.


vista dell'edificio nello stato originario

FASE DI PROGETTAZIONE PRELIMINARE
Le finalità ed i contenuti del progetto preliminare sono definiti dalla Legge Quadro sui Lavori Pubblici: «Il progetto preliminare definisce le caratteristiche
qualitative e funzionali dei lavori, il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire». Di conseguenza, il progetto preliminare si
configura come strumento interno al committente, finalizzato a mettere a fuoco i Relazione metodologica 22 parametri generali (in termini di prestazioni, di dimensioni, di tempo e di costi)
dell’opera da realizzare. Le attività da svolgere per la progettazione preliminare sono riportate nel cronoprogramma allegato e comprendono le seguenti fasi:
• Raccolta dati ed informazioni: acquisizione ed analisi della documentazione di base; ispezioni preliminari del sito; rilevamenti acustici; impostazione delle
indagini ed i rilievi da svolgere (vedi paragrafo 4.2); esatta definizione del quadro urbanistico, vincolistico e normativo dell’intervento;
- Raccolta delle informazioni necessarie alla finalizzazione del lay-out architettonico; prendendo le mosse dalla distribuzione funzionale ipotizzato nello studio di fattibilità, si procederà ad un’attenta revisione
della distribuzione prevista, in stretta collaborazione con l’Università e possibilmente attraverso consultazioni con gli utilizzatori finali (facoltà, dipartimenti, etc.).
• Sviluppo della progettazione (impostazione progettuale generale; prime ipotesi di impostazione strutturale; prime ipotesi di impostazione impiantistica; sviluppo progettazione preliminare; redazione delle prime indicazioni per la stesura dei piani di sicurezza; riesame interdisciplinare della progettazione):
- decisioni in merito alle varie questioni rilevanti al fine della strategia generale del progetto (vedi paragrafo 2.4), quali ad esempio l’uso dell’area esterna ed il reperimento dei parcheggi; il lay-out funzionale; le
comunicazioni verticali; l’eventuale ridislocazione dell’aula magna; l’utilizzo delle terrazze; etc
- impostazione del progetto ai fini della prevenzione degli incendi, ivi compresa la definizione dell’esigenza di corpi scala aggiuntivi;
- impostazione preliminare degli impianti, la dislocazione dei volumi tecnici e delle distribuzioni primarie;
- i criteri di sostenibilità ambientale e bioarchitettura;
- prime ipotesi per la scelta delle soluzioni tecnologiche e dei materiali.
• Stima preliminare delle opere.
• Preparazione, verifica ed emissione dei documenti tecnici (preparazione dei documenti tecnici del progetto preliminare; verifica dei documenti; emissione dei documenti tecnici; consegna del progetto preliminare). Il progetto preliminare sarà corredato da tutti gli elaborati previsti del regolamento (DPR 554/99).
• Assistenza all’Università nella fase di verifica del progetto preliminare e fino all’avvio della fase di progettazione definitiva.
4.4 FASE DI PROGETTAZIONE DEFINITIVA
L’obiettivo del progetto definitivo è di individuare compiutamente i lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare e di documentare tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni ed approvazioni. Il progetto definitivo si configura pertanto come fase di definizione avanzata dell’opera, tale da consentire l’espressione di tutti i pareri sul progetto previsti  dalle norme.
Gli obiettivi specifici della fase di progettazione definitiva sono:
• definire tutti gli elementi urbanistici ed ambientali;
• sviluppare il progetto definitivo fino a individuare compiutamente i lavori da realizzare, ed individuare le caratteristiche qualitative, funzionali ed economiche dei lavori;
• predisporre un insieme organico, coordinato e coerente di documenti tecnici (il «progetto definitivo») tale da consentire il rilascio dei pareri e delle approvazioni di legge da parte degli Enti competenti.
Le attività da svolgere per la progettazione definitiva sono riportate nel cronoprogramma allegato e comprendono le seguenti fasi:
• Finalizzazione del quadro conoscitivo delle indagini (vedi paragrafo 4.2) e completamento della raccolta di tutti gli altri dati in ingresso necessari al corretto svolgimento della progettazione.
• Sviluppo della progettazione al livello prescritto per il progetto definitivo nelle sue classiche articolazioni di progetto architettonico, progetto delle strutture e progetto degli impianti, assicurando il più stretto coordinamento fra le varie componenti e discipline coinvolte.
• Predisposizione del progetto di sicurezza antincendio e della documentazione necessaria alla richiesta del parere preventivo di conformità antincendio al Comando dei Vigili del Fuoco di Matera.
• Predisposizione dello studio di inserimento ambientale.
• Stime definitiva delle opere.
• Preparazione, verifica ed emissione dei documenti tecnici. Il progetto definitivo sarà corredato da tutti gli elaborati previsti del regolamento (DPR 554/99).
• Assistenza all’Università fino alla completa approvazione del progetto definitivo da parte di tutti gli organismi competenti ed all’avvio della progettazione esecutiva.

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